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Massimo Bettiolo: la corsa e l’amore per la vita

L’11 maggio di 4 anni fa ci ha lasciato Massimo Bettiolo. Ci piace ricordarlo, per la persona straordinaria che è stata e per l’amore per la vita che lascia come esempio a tutti noi.

Quelli che… la vita sanno apprezzarla, amarla, viverla. Li riconosci facilmente, per tratti ben identificabili. Amano fare diverse cose, ed in ciascuna mettono tutto di se stessi. Quando li incroci ti sorridono, di un sorriso vero, perché ti apprezzano, sono contenti di quello che sei. Li riconosci anche perché sono coscienti di quale bella cosa sia vivere, e non perdono occasione di condividere le proprie risorse con chi se la passa meno bene. Massimo Bettiolo era cosi, e se ne stiamo parlando a 4 anni dalla scomparsa è perché certe persone non se ne vanno mai davvero via. Le passioni, tra cui la fotografia e il territorio, la sua Ostia, il suo mare. Gli altri, il volontariato, donando il sangue in ospedale o il tempo al centro di assistenza fiscale.

Già, “gli altri”, quelli che nessuno guarda. Come quella volta che aspettavamo alla Darsena di Fiumicino l’autobus per tornare da una gara e guardavamo le barche. Massimo no. Massimo pensava ad altro. “Vedi, quelli sono pescherecci. Sai quante volte questi ragazzi si alzano nel cuore della notte, arrivano qui, e il mare li rifiuta? Il tempo non permette di uscire e loro perdono una giornata. E anche quando va bene, lavorano e poi tornano a casa a recuperare il sonno per ricominciare. E’ dura, per loro.”

O quella volta che qualche scellerato rubò le borse durante una gara, un Vivicittà. “Sempre sti zingari”, urlavano i malcapitati. Massimo no. “Ma quali zingari e zingari, sempre contro gli zingari, ‘sto deposito borse sta cosi nascosto che solo noi sapevamo che c’era, qua i ladri stanno tra de noi, altro che gli zingari”.

Massimo guardava oltre, non solo nei capolavori che catturava con la sua fotografia. Ne scattò alcune di sera, a Roma, che avresti fissato per ore. Con la Podistica Massimo, pur educato e discreto, non è passato inosservato. Ancora oggi è tra i migliori 10 per numero di Roma-Ostia consecutive, ben 14 tra il 1998 e il 2012. Nel 1999, entrato da poco in società, vinse il trofeo “conta km” risultando l’atleta con più km di gare all’attivo, ben 256.

Vogliamo farci ricordare dalla figlia Sara cosa porta con sé di papà.

Sara, se apriamo il cassetto dei ricordi e pensiamo al babbo atleta.. che ricordi ti vengono in mente, come viveva la corsa? –

Mio padre scoprì la passione per la corsa quando io ero piccola. La mattina, qualsiasi temperatura facesse, indossava i suoi pantaloncini con le scarpe e usciva per percorrere i suoi chilometri giornalieri. “Ma come ti va Papà…?!?!” spesso esclamavo ma dentro di me provavo un senso di invidia e orgoglio per questa sua costanza e perseveranza.
L’ultima corsa di Papà fu 1 mese prima di lasciarci.
A volte quando vedo i podisti con le pettorine rosse di Podistica Ostia immagino di vederlo tra loro ancora correre.

Se ne hai, raccontaci anche un aneddoto, sarà come sorridere assieme a lui nel ricordarlo…

Un aneddoto..io e Papà passavamo molto tempo insieme, io ammiravo la sua curiosità e la voglia di scoprire..
Lui in un pomeriggio qualsiasi decideva di andare a fotografare le rose all’orto botanico, o visitare qualche museo..
Il pomeriggio più bello forse fu al parco dello stagno di Ostia. Era Primavera e camminammo a piedi nudi sull’erba. Questo episodio forse descrive in pieno chi era mio Padre.

Sicuramente Massimo ti avrà insegnato una marea di cose, quali sono quelle per le quali sei più grata?

Come hai raccontato in questo bellissimo articolo Papà era molto sensibile alle ingiustizie e alle differenze sociali, Quello che ho imparato da Lui è a mettermi sempre nel vestiti dell’altro, a non giudicare, a non avere pregiudizi, a non praticare odio, e io ogni giorno cerco di sorridere alla gente che incontro anche se so che non è sempre facile. Ricordo il suo sorriso buono e ne faccio tesoro.

Ringraziamo Sara per la disponibilità e andiamo avanti sulla strada della gioia di vivere che papà Massimo ha cosi efficacemente interpretato. Ci salutiamo con una foto di quel pomeriggio che passarono allo stagno di Ostia, a piedi nudi.

  1. Sergio

    Massimo l’ho conosciuto ed apprezzato perché siamo stati compagni di squadra per tanti anni; era proprio così come viene descritto, discreto, umile, gentile ed onesto. In sintesi una bella persona. Se ne è andato troppo presto ma il suo ricordo ed il suo modo di essere non ci abbandonerà mai, perché ha fatto breccia nel nostro cuore

  2. Grazie Claudio , ricordo con affetto il maresciallo Massimo Bettiolo , una persona educato, serio, onesto e molto affettuoso . Ricordo con affetto la moglie Giovanna che è nata a Capri la più bella isola del mondo e quando ci incontravamo scherzavamo sempre , un saluto alla figlia Sara .

    • Sara

      Grazie per Papà siete stati un pezzo di vita importante
      Apprezzo infinitamente le vostre parole di affetto

    • Marcella

      Quando sono entrata nella podistica ostia Massimo era già socio. Abbiamo fatto qualche gara insieme, più o meno avevamo lo stesso passo. Parlava poco ed era sempre sereno.
      Lo ricordo con molto affetto.
      Marcella

  3. Sara

    Un articolo che ha descritto pienamente la bontà e la passione di mio Padre.
    Grazie

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